Scroll Top

FDArth

Il centro per lo studio e il trattamento
DELL’ARTROSI

L’artrosi è una condizione che colpisce le articolazioni e può causare dolore e limitazioni funzionali.

In FDA, comprendiamo l’impatto significativo che l’artrosi può avere sulla qualità della vita di una persona. La nostra missione è offrire soluzioni efficaci e personalizzate per alleviare il dolore, migliorare la mobilità articolare e ripristinare la funzionalità.

Il nostro approccio integrato combina terapie avanzate, tecnologie all’avanguardia e un team di esperti altamente qualificati nel campo del trattamento dell’artrosi.

Attraverso una combinazione di terapia farmacologica, terapia fisica, riabilitazione, terapia occupazionale e interventi minimamente invasivi, lavoriamo per rallentare la progressione della malattia, alleviare il dolore e migliorare la qualità del movimento.
La nostra equipe multidisciplinare di medici, fisioterapisti, terapisti occupazionali e altri professionisti sanitari lavora in sinergia per offrire un approccio completo e personalizzato al trattamento dell’artrosi.
Siamo pionieri nell’utilizzo delle cellule staminali per il trattamento dell’artrosi. Le terapie con cellule staminali mirano a rigenerare il tessuto danneggiato, promuovendo una guarigione naturale e migliorando la funzionalità delle articolazioni.
Per questo tipo di trattamenti, le cellule staminali possono avere origine diversa: tra quelle utilizzate troviamo le cellule staminali mesenchimali (MSC) che possono essere ottenute dal  midollo osseo, dal tessuto adiposo o dal cordone ombelicale.

CELLULE STAMINALI

Il processo di terapia con cellule staminali per l’artrosi può includere i seguenti passaggi:

  1. Prelevamento delle cellule staminali: le cellule staminali possono essere ottenute dal paziente stesso (cellule staminali autologhe) o da donatori (cellule staminali allogeniche). Nel caso delle cellule staminali autologhe, queste vengono solitamente prelevate dal midollo osseo o dal tessuto adiposo del paziente mediante una procedura chirurgica mininvasiva.
  2. Isolamento e coltura delle cellule staminali: le cellule staminali prelevate vengono isolate e coltivate in laboratorio per aumentarne il numero e migliorare la qualità.
  3. Iniezione o impianto delle cellule staminali: le cellule staminali coltivate vengono inserite nell’articolazione danneggiata mediante iniezione diretta o tramite un intervento chirurgico mininvasivo.
  4. Azione delle cellule staminali: una volta all’interno dell’articolazione, le cellule staminali possono svolgere diverse funzioni. Inoltre, possono rilasciare fattori di crescita e molecole che promuovono la guarigione, riducono l’infiammazione e stimolano la rigenerazione del tessuto.

TERAPIE CHIRURGICHE

L’artrosi è una patologia degenerativa delle articolazioni che coinvolge il progressivo danneggiamento della cartilagine, il tessuto che riveste le superfici delle ossa all’interno delle articolazioni. Questo processo può causare dolore, rigidità e limitazioni nella mobilità delle articolazioni colpite.

Sebbene l’artrosi possa colpire diverse parti del corpo, come la colonna vertebrale, le mani e le ginocchia, è particolarmente comune nelle articolazioni del ginocchio, dell’anca e della spalla. Queste articolazioni, essendo costantemente sottoposte a carichi e movimenti, sono più suscettibili all’usura nel corso del tempo. L’artrosi può colpire persone di tutte le età, ma è più frequente negli individui anziani, rappresentando una delle principali cause di dolore articolare cronico e di limitazioni funzionali.

I nostri chirurghi operano in strutture di alto livello in cui i pazienti hanno accesso a terapie chirurgiche all’avanguardia per trattare la patologia e ripristinare la mobilità dell’articolazione.

La chirurgia protesica è spesso una soluzione efficace per le articolazioni gravemente danneggiate. Utilizziamo tecnologie di robotica avanzata per garantire precisione e risultati ottimali nelle procedure chirurgiche. Con l’ausilio del robot sono stati eseguiti nell’ultimo anno oltre 300 interventi di protesi totali di ginocchio dall’équipe medica del Dottor D’Amario e a breve, grazie all’arrivo di un nuovo software, la robotica potrà essere utilizzata anche per gli interventi di protesi all’anca.

CHIRURGIA PROTESICA

La chirurgia protesica si occupa del ripristino della funzionalità articolare compromessa da condizioni come l’artrosi grave, lesioni traumatiche o altre patologie degenerative. Questi problemi possono causare dolore cronico, limitazione dei movimenti e diminuzione della qualità della vita del soggetto.

Durante un intervento di chirurgia protesica, il chirurgo rimuove l’articolazione danneggiata e la sostituisce con una protesi artificiale. Le protesi utilizzate sono realizzate con materiali biocompatibili, appositamente progettati per replicare la struttura e la funzionalità dell’articolazione naturale.

Nella chirurgia protesica del ginocchio, vengono utilizzate protesi che comprendono una parte metallica per la parte inferiore del femore e la parte superiore della tibia, con un componente in plastica che funge da cuscinetto tra di essi. Questo permette di ripristinare la funzionalità del ginocchio e di alleviare il dolore associato.

Nel caso della chirurgia protesica dell’anca, la testa del femore danneggiato viene sostituita con una protesi metallica, mentre la cavità dell’anca viene rivestita con una coppa in plastica o ceramica. Questa procedura mira a ripristinare il movimento dell’anca e a ridurre il dolore.

La chirurgia protesica della spalla coinvolge la sostituzione della superficie articolare della testa dell’omero e dell’incavo della scapola con componenti protesiche adatte. Questo intervento può offrire sollievo dal dolore e migliorare la mobilità della spalla.

La nuova frontiera della chirurgia protesica è la chirurgia robotica: l’intelligenza artificiale al servizio della chirurgia ortopedica permette di migliorare i risultati dell’intervento e operare con precisione ed efficienza estreme.

CHIRURGIA ROBOTICA

Nel campo dell’ortopedia, la chirurgia robotica combinata con l’intelligenza artificiale rappresenta un incredibile e promettente progresso medico degli ultimi anni. Questo innovativo approccio non implica che il robot effettui l’intervento chirurgico, ma funge da supporto per la mano del chirurgo. Sfruttando sensori posizionati sull’arto e l’intelligenza artificiale, il sistema robotico determina con estrema precisione i parametri necessari per l’impianto di una protesi, ottimizzando l’allineamento funzionale.

I vantaggi per i pazienti sono notevoli:

  • Riduzione delle incisioni al minimo.
  • Estrema precisione che riduce il rischio di danni ai tessuti circostanti.
  • Ridotta perdita di sangue durante l’intervento.
  • Tempi di recupero più rapidi rispetto agli interventi tradizionali.
PRIMA DELL’INTERVENTO

Grazie alle valutazioni oggettive fornite dal robot, il chirurgo può visualizzare il risultato finale del ginocchio del paziente. Vengono pianificati tutti gli step intraoperatori per un posizionamento preciso dell’impianto protesico, inclusa la possibilità di correggere l’allineamento dell’asse del ginocchio tramite osteotomia. È anche possibile valutare il recupero della flessione ed estensione della gamba del paziente.

DURANTE L’INTERVENTO

Il robot utilizza un sofisticato sistema di navigazione guidato da sensori posizionati sulla gamba del paziente, fornendo al chirurgo una sorta di “occhio robotico”. La mano del chirurgo è potenziata dal braccio robotico, che consente l’esecuzione estremamente precisa delle azioni chirurgiche programmate. Il braccio robotico, programmato dal chirurgo, rimuove solo la quantità minima di osso necessaria per l’inserimento della protesi definitiva.

DOPO L’INTERVENTO

I pazienti vengono dimessi dopo 4-5 giorni dall’intervento. Sperimentano meno dolore post-operatorio e richiedono meno farmaci antidolorifici. La protesi viene immediatamente avvertita come parte integrante del ginocchio naturale. Già il primo giorno, il paziente inizia gli esercizi passivi di flessione ed estensione del ginocchio per ridurre il rischio di rigidità. Il raggiungimento di una buona mobilità articolare del ginocchio operato nei primi giorni è fondamentale per ottenere un risultato ottimale. Solitamente, il secondo giorno si inizia a camminare con l’ausilio di stampelle per ridurre il carico sull’arto operato. Il recupero è rapido, consentendo un ritorno alle attività quotidiane e allo sport.