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La capsulite adesiva

 

 

La capsulite adesiva ha tanti sinonimi: spalla congelata, spalla rigida o in inglese frozen shoulder, è una dolorosa condizione che affligge la nostra articolazione.

In realtà, e’ una patologia che si distingue in 3 fasi e che comporta dolore alla spalla, accompagnato da rigidità in tutte le direzioni, specialmente nell’abduzione e nella rotazione esterna, in assenza di cause evidenti. La spalla congelata primaria è causata da una contrattura fibrosa della capsula articolare della spalla e da una trasformazione fibrosa della muscolatura del cingolo scapolo-omerale.

Normalmente la spalla, grazie alla corretta funzionalità della capsula articolare e della muscolatura, compie una vasta gamma di movimenti ma, se capsula e muscoli non funzionano correttamente, l’individuo accusa rigidità e dolore.

Cause

Raramente la patologia si sviluppa in seguito a traumi della spalla (lussazioni, fratture, semplici contusioni).

Più frequentemente, ad oggi, non esiste una causa scientifica per cui insorga, ma solo congetture basate su numerosi casi studiati.

Dall’anamnesi dei pazienti affetti da tale patologia, emergono però dei fattori di rischio predisponenti come:

  • L’età: la patologia insorge più frequentemente in soggetti di età compresa tra i 40 e i 60 anni;
  • Sesso: colpisce maggiormente le donne;
  • Diabete e disfunzioni tiroidee: i pazienti affetti da queste malattie sono più a rischio della popolazione sana. In particolare, circa il 10-20% dei pazienti colpiti da diabete di tipo II ed il 35-40% dei diabetici di tipo I soffrono anche di spalla congelata;
  • Altre malattie sistemiche: cardiovascolari, morbo di Parkinson, ipercolesterolemia, artrite ecc.;
  • Storia pregressa di dolore alla spalla ed immobilità: i pazienti che subiscono una lesione alla spalla sviluppano con maggiore frequenza la spalla congelata, specie se dopo la lesione è stato seguito un lungo periodo di immobilizzazione non seguita da adeguato programma riabilitativo;
  • Utilizzo prolungato di alcuni farmaci;
  • Nella maggior parte dei casi la patologia compare nella spalla non dominante. Solo nel 10% dei casi compare ad entrambe le spalle.

La sintomatologia e l’evoluzione della patologia possono essere classificate in tre fasi distinte:

  • Fase di capsulite: è la fase iniziale e più dolorosa della patologia; il dolore è ingravescente nel tempo e mano a mano che questo peggiora il paziente tende a limitare sempre più l’utilizzo della spalla. In questa fase i movimenti sono limitati ma l’articolazione conserva ancora buona parte della sua mobilità perdendola poco a poco; questa fase dura generalmente 6-12 settimane
  • Fase di congelamento: si assiste ad un aumento della rigidità articolare mentre il dolore tende ad alleviarsi; questa fase può durare 4-6 mesi
  • Fase di scongelamento: si caratterizza per un graduale miglioramento della condizione che può durare anche più di un anno

Diagnosi

Lo studio della sintomatologia abbinato all’anamnesi del paziente e ad alcuni test specifici consente, normalmente, la diagnosi clinica della patologia. Il medico però deve far eseguire indagini diagnostiche (come le lastre) per accertarsi che non vi siano lesioni ossee locali o segni di artrosi e frequentemente deve richiedere anche la risonanza magnetica senza contrasto per valutare altri tipi di patologie come la lesione della cuffia dei rotatori, le calcificazioni, i corpi mobili articolari. Altri esami, come quelli ematici, possono essere effettuati per valutare la presenza di malattie predisponenti come l’ipercolesterolemia, il diabete e le disfunzioni tiroidee.

Trattamento conservativo

Il trattamento della spalla dolorosa si pone come obiettivi principali la riduzione del dolore ed il riacquisto della mobilità perduta:

  • Per ridurre il forte dolore degli stadi iniziali si utilizza generalmente una terapia a base di cortisonici associata ad una terapia a base di antidolorifici (in casi estremi si può eseguire una o più infiltrazioni con acido jaluronico e anestetico);
  • Per migliorare il range di movimento della spalla e minimizzare la perdita del tono muscolare si consigliano esercizi di allungamento e mobilizzazione da eseguire sempre entro la soglia del dolore;
  • Molto utile è l’applicazione del campo magnetico (bemer o limfaterapy);
  • In casi selezionati si può utilizzare anche la tecarterapia (soprattutto per le contratture dolorose intorno alla scapola);
  • Spesso nella fase iniziale della capsulite e soprattutto nella fase di congelamento e di scongelamento il paziente trova beneficio applicando il calore umido (impacchi, doccia o bagno)

Trattamento chirurgico

Se il trattamento conservativo non ha risolto né il dolore né il movimento il medico può decidere di eseguire un intervento chirurgico di lisi capsulare della spalla da eseguire con la tecnica artroscopica. L’artroscopia permette di identificare e trattare ulteriori patologie quali lesioni da “impingement” dello spazio sub-acromiale, calcificazioni sub-acromiali, artrosi acromion-claveare, rotture della cuffia dei rotatori, lesioni del capo lungo del bicipite brachiale. Grazie all’artroscopia il dolore è ridotto, il ricovero è breve, piccole le ferite chirurgiche e ridotti rischi di infezione.

  • Prima dell’intervento: ecg, esami ematici, eventuale RX torace, visita anestesiologica e visita ortopedica;
  • L’anestesia sarà scelta in base al paziente, spesso si esegue un blocco del plesso cervicale accompagnato da una sedazione o da un’anestesia generale;
  • Dopo l’intervento: dimissione in 24h, terapia farmacologica post-operatoria, il paziente viene istruito dal fisioterapista ad eseguire periodicamente esercizi riabilitativi, la sutura viene rimossa 12-14 giorni dopo l’intervento e controlli ambulatoriali vengono eseguiti periodicamente.