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Tallone d’Achille

 

 

Il tendine d’Achille, o tendine calcaneale, è il grosso tendine del corpo umano, situato nella parte posteriore della gamba, che ha il compito di unire i due principali muscoli del polpaccio, gastrocnemio e soleo, al calcagno (od osso calcaneare).

Il tendine d’Achille è una spessa banda di tessuto connettivo fibroso, estremamente flessibile ed elastica, che riunisce le porzioni terminali dei muscoli del polpaccio gastrocnemio e soleo, e si estende fino a una prominenza ossea del calcagno, conosciuta come tuberosità calcaneare, dove stabilisce una robusta interazione.

Elemento pari del corpo umano (quindi presente in ciascuna gamba), il tendine d’Achille è ricoperto, nell’ordine, dalla cosiddetta fascia crurale e, ovviamente, dalla pelle.

Il tendine d’Achille è visibile a occhio nudo, per un breve tratto (pochi centimetri), poco prima del suo inserimento sul calcagno (il tratto in questione è alla stessa altezza dei due malleoli della caviglia).

Il tendine d’Achille gioca un ruolo cardine nella locomozione; infatti, collegando gastrocnemio e soleo al calcagno, permette:

  • La plantarflessione del piede. La plantarflessione è il movimento di sollevamento del tallone e abbassamento dell’avampiede, di fatto l’abilità che consente all’essere umano di camminare sulle punte.
  • La flessione della gamba sulla coscia. La flessione della gamba sulla coscia è il movimento che avvicina la gamba verso il retro della coscia.  È importante precisare che questa abilità dipende esclusivamente dal muscolo gastrocnemio (il soleo non partecipa).

Il tendine d’Achille, inoltre, è deputato a sostenere e assorbire le forze di tensione e le potenti sollecitazioni, create dal movimento dell’arto inferiore, in occasione di una camminata, una corsa o un salto; tutto ciò, riduce gli shock al piede derivanti dalle suddette attività motorie.

 

Infiammazione del Tendine d’Achille

Esempio di tendinite, l’infiammazione del tendine d’Achille (o tendinite achillea) è, solitamente, una sofferenza da sovraccarico o di origine traumatica, che riconosce in circostanze come la pratica sportiva eccessiva e scorretta, la sedentarietà, l’uso di scarpe errate, l’artrite reumatoide e l’assunzione impropria di corticosteroidi i suoi principali fattori di rischio.

A prescindere dalla sua natura, l’infiammazione del tendine d’Achille si associa ad alcuni sintomi tipici, che sono:

  • Dolore alla gamba, che peggiora in occasione di qualsiasi esercizio fisico che coinvolga gli arti inferiori;
  • Gonfiore nella zona anatomica in cui risiede il tendine d’Achille;
  • Senso di rigidità a livello della caviglia.

Per giungere alla diagnosi di una condizione come l’infiammazione al tendine d’Achille, sono generalmente sufficienti: il racconto dei sintomi da parte del paziente, l’esame obiettivo e l’anamnesi; solo in rari casi, sono necessari anche degli esami radiologici.

Il trattamento di prima linea della tendinite achillea è conservativo e si basa su:

  • Il riposo dell’arto inferiore sofferente, fino alla completa scomparsa del dolore e degli altri sintomi (in tale frangente, per riposo s’intende non praticare qualsiasi attività fisica che solleciti in qualche modo il tendine d’Achille);
  • L’applicazione di ghiaccio sulla zona dolente dalle 3 alle 5 volte al giorno e per una durata di 15-20 minuti a impacco;
  • L’assunzione di Farmaci Antinfiammatori Non-Steroidei (FANS), allo scopo di favorire la scomparsa del dolore;
  • Sedute di fisioterapia, finalizzate a migliorare l’elasticità del tendine infiammato e dei muscoli correlati.

Se la gestione conservativa dell’infiammazione del tendine d’Achille dovesse fallire e i sintomi associati alla condizioni permanessero senza miglioramenti per più di 6 mesi, il paziente è spesso costretto a sottoporsi a un intervento chirurgico risolutivo, con tutto ciò che ne consegue (periodo di convalescenza, fisioterapia e ripresa graduale dell’attività fisica, anche la più leggera).

 

Rottura del Tendine d’Achille

 

La rottura del tendine d’Achille è un infortunio grave, che occorre al verificarsi di una lacerazione del tendine in questione e che limita drasticamente le capacità motorie di una persona.
La rottura del tendine d’Achille ha solitamente un’origine traumatica; tuttavia, può derivare anche da una tendinite achillea mal curata o trascurata.

Infortunio che colpisce 1 persone ogni 10.000 all’anno, la rottura del tendine d’Achille è associato a un quadro sintomatologico inequivocabile, che comprende:

  • Dolore acuto e improvviso al reparto posteriore della gamba, che compare immediatamente dopo la lacerazione del tendine;
  • Schiocco al verificarsi dell’evento lacerativo;
  • Zoppia e incapacità di muovere correttamente il piede dell’arto inferiore coinvolto nell’infortunio;
  • Grave gonfiore nella zona anatomica in cui risiede il tendine d’Achille;
  • Senso di rigidità alla caviglia.

In genere, la diagnosi di una rottura del tendine d’Achille si basa su: il racconto dei sintomi, l’esame obiettivo, l’anamnesi e un esame di imaging come, per esempio, la risonanza magnetica nucleare.

La gestione terapeutica della rottura del tendine d’Achille impone sempre il ricorso alla chirurgia, in quanto, data la scarsa irrorazione sanguigna del tendine in questione, non c’è alcuna possibilità di una guarigione spontanea della lacerazione.
Il trattamento chirurgico degli episodi di rottura del tendine d’Achille consiste in un’operazione finalizzata a ripristinare la fisiologica continuità della struttura tendinea infortunatasi.

Da dopo l’intervento chirurgico, il perfetto recupero da una rottura del tendine d’Achille richiede al paziente svariati mesi di fisioterapia ed un approccio graduale a qualsiasi attività fisica.

 

Xantoma al Tendine d’Achille

Uno xantoma è una placca o un nodulo giallastro, generalmente sottocutaneo, che trae origine all’accumulo insolito di lipidi e macrofagi.

Di norma, la formazione degli xantomi è associata a condizioni quali: l’ipercolesterolemia o l’ipertrigliceridemia familiare, la cirrosi biliare, la pancreatite, il diabete, alcune forme di cancro, l’insufficienza cardiaca e alcune malattie infiammatorie croniche.  Uno xantoma al tendine d’Achille è un esempio di xantoma tendineo, ossia uno xantoma che aggredisce i tendini del corpo umano.
Nello xantoma al tendine d’Achille, quest’ultimo sviluppa sulla propria superficie uno nodulo ricco di colesterolo e macrofagi.  Gli xantomi al tendine d’Achille rappresentano un segno altamente specifico dell’ipercolesterolemia familiare.